Colibrì

Il colibrì fa parte della famiglia dei Trochilidi dell’ordine Apodiformes, è considerato uno dei più piccoli uccelli al mondo ed il suo nome scientifico è Trochilidae. Il maggior numero di esemplari di questo uccello lo si trova nei paesi dell’America Latina come Messico, Cile, Colombia, Ecuador ma lo si può trovare anche in Alaska, Canada, Stati Uniti e nell’Arcipelago Caraibico. In passato il colibrì era cacciato per decorare i cappelli delle signore dell’alta società con le sue pregiate piume, per questo molte specie nel tempo si sono estinte. Scopri tutto su questo interessante uccello in questo articolo e divertiti con i video e le immagini che abbiamo scelto per te!

Indice dei contenuti

  1. Dove vive il colibrì?
  2. Caratteristiche del colibrì
  3. Come avviene la migrazione del colibrì?
  4. Come distinguere maschio e femmina?
  5. Come avviene la riproduzione del colibrì?
  6. Colibrì come animale domestico?
  7. È possibile addestrare un colibrì?
  8. Cosa mangia il colibrì?
  9. Comportamento del colibrì
  10. Un colibrì abita nel nostro giardino?
  11. Le maggiori cause di mortalità del colibrì?
  12. È un campione di volo?
  13. Significato del colibrì tra storie e leggende

Dove vive il colibrì?

Solitamente il colibrì trova il suo habitat nelle aree boschive vicino a zone ricche di fiori e piante, amano le praterie e per vivere si nascondono tra le fessure delle rocce o nei tronchi d’albero. Trovano il loro habitat a varie altitudini sopra il livello del mare che possono arrivare fino a 4300 metri specialmente nella cordigliera delle Ande. Non è raro vederlo anche in zone urbane soprattutto nei giardini e nei parchi, questo tipo di uccello è quello che maggiormente si è abituato a vivere un po’ ovunque nonostante la deforestazione e la distruzione del proprio habitat. Diciamo che l’habitat naturale più consono a questo animale è in Nord America ma la maggior parte degli esemplari preferisce il clima del Sud America dove parecchi esemplari si sono stanziati permanentemente, altri invece migrano verso nord. Questa specie di uccello è abituato a vivere in ogni tipo di clima: zone con clima freddo, luoghi in cui nevica ma anche zone calde e desertiche.

Caratteristiche del colibrì

Il colibrì è considerato l’uccello più piccolo del mondo, e misura mediamente dagli 8 ai 10 centimetri con un peso di circa 3/4 grammi, il più grande invece misura circa 20 centimetri di lunghezza e pesa al massimo 20 grammi. Il piumaggio del colibrì è spettacolare ed ha una varietà di colori che vanno dal bruno al verde e dal rosso al nero. La brillantezza delle piume non è dovuta solo dai colori cangianti ma da lamelle cornee trasparenti poste sulle piume che funzionano da prismi ottici, infatti a secondo dell’angolo di osservazione e a seconda dei raggi del sole i colori sembrano cambiare e diventare più brillanti. Il becco del colibrì può essere di diverse forme (a seconda della specie) e dimensione, infatti il becco si deve adattare alla forma dei fiori dai quali questo uccello succhia il nettare per cibarsi, ha anche una lingua biforcuta ed estensibile. Le zampe del colibrì sono corte e non sono adatte per muoversi sul terreno mentre le ali sono lunghe e strette e gli permettono di volare in tutte le direzioni: destra, sinistra, su, giù e addirittura gli permettono di volare all’indietro e di librarsi sul posto. Questa specie ha un marcato dimorfismo sessuale infatti le femmine solitamente sono più grandi dei maschi ed hanno una colorazione differente del piumaggio, soprattutto sulla gola e sulla testa, oltre a questo anche il becco è differente tra i due sessi. La durata media della vita del colibrì è di 5 anni ma in alcuni casi si sono superati anche i 10 anni di vita.

Come avviene la migrazione del colibrì?

Durante la migrazione il colibrì ha un’ampia gamma di percorsi per spostarsi da un habitat all’altro ed alcune specie migrano in primavera ed in autunno. Prima di iniziare la migrazione questi uccelli devono nutrirsi di grandi quantità di insetti e nettare per poter accumulare grasso che li aiuterà a poter percorrere lunghi tragitti, infatti per affrontare il viaggio devono cibarsi fino ad aumentare il proprio peso corporeo del 25-40% circa. Durante la migrazione i colibrì volano da soli e non in gruppo. Questo è dovuto prima di tutto dal fatto che essendo così piccoli è più facile non essere visti dai predatori ma anche perché hanno la necessità di fare parecchie soste per alimentarsi. Un altro motivo per il quale viaggiano da soli è perchè essendo uccelli molto piccoli non hanno abbastanza massa corporea per creare scie d’aria per gli altri uccelli. Solitamente durante la migrazione il colibrì non vola mai ad alte quote ma appena sopra le cime degli alberi oppure sfiorando le superfici d’acqua, questo perchè così facendo riescono ad individuare il cibo anche mentre sono in volo. Questi piccoli uccellini per raggiungere il nuovo habitat sono in grado di volare per più di 20 ore percorrendo circa 700 chilometri. La migrazione da nord ha inizio in primavera per poi arrivare a febbraio nel sud degli Stati Uniti e concludere a maggio in Alaska. Quando in questi luoghi arriva l’autunno migrano nuovamente verso i paesi caldi del Messico e dell’America Latina dove rimangono da agosto fino ad ottobre. Appena arrivano a destinazione la prima cosa che fanno è quella di assimilare grassi; dopo di che i maschi corteggiano le femmine e cercano un luogo ideale dove poter costruire il nido.

Come distinguere maschio e femmina?

Partendo dal presupposto che in alcune specie non c’è molta differenza tra maschio e femmina il rimedio più efficace è il test del DNA. Diciamo che come regola generale la femmina ha comunque colori meno brillanti rispetto al maschio e ha tonalità di colore più scuro sulle ali, inoltre in alcune specie la femmina è più grande del maschio, quindi possibile da riconoscere.

Come avviene la riproduzione del colibrì?

Nel momento del corteggiamento il colibrì maschio per conquistare la femmina inizia una sorta di danza e se la femmina viene conquistata inizia l’accoppiamento. La femmina è colei che costruirà il nido rivestendolo all’interno con cotone, lichene e muschio, una volta terminato ha la forma di coppa. Le uova, che sono di colore bianco, vengono incubate dalla femmina per circa 14-20 giorni e ne vengono deposte circa 3 a distanza di un giorno una dall’altra. Una volta nati i piccoli vengono nutriti dalla madre che rigurgita nelle loro gole il nettare e gli insetti già mangiati e digeriti, dopo circa 70 giorni di vita i piccoli possono già uscire dal nido ma vengono ancora nutriti dalla madre per circa 2 settimane, dopo questo periodo i piccoli di colibrì diventeranno autonomi anche se durante la notte torneranno sempre nel nido, in modo da sentirsi più al sicuro; dopo 2-3 settimane troveranno un nuovo luogo dove vivere, il maschio in tutto questo non ha una parte attiva ma è completamente assente. Una particolarità della femmina è quella che se trova una zona ricca di nettare non ha nessun problema a concedersi al maschio “capo” del gruppo della zona in cui vuole entrare.

Si può allevare un colibrì come animale domestico?

Per il suo essere libero il colibrì non è un animale che può essere tenuto in gabbia, oltretutto in tanti paesi è assolutamente proibito. Può comunque capitare di trovare un esemplare ferito o in difficoltà, quindi solo ed esclusivamente in quel caso potrai prenderti cura di lui. La gabbia in cui dovrai tenerlo per poterlo curare deve comunque essere molto grande, in quanto questo uccello ama volare. Ricordati che nella gabbia devono sempre esserci acqua fresca ed insetti macinati per potergli fornire delle proteine in modo che possa rafforzarsi. Una volta però guarito è necessario che lo lasci nuovamente libero, perchè come detto prima il colibrì ama la sua libertà e soffre molto in una gabbia. Nel periodo in cui ti prenderai cura di lui la gabbia non dovrà mai essere messa all’esterno in quanto il colibrì potrebbe stressarsi e diventare nostalgico per la mancanza di libertà. Se hai un giardino potrai comunque prenderti cura di lui senza doverlo rinchiudere in una gabbia. Basta avere un bel giardino con tanti fiori che sicuramente il colibrì, che si nutre principalmente di nettare, si stabilirà al suo interno. Uno ottimo metodo per fare in modo che il colibrì possa tornare a casa è quello di fargli trovare acqua zuccherata. Infatti potrai mettere un contenitore, anche sospeso, dove dovrai mescolare 4 tazze d’acqua calda con una di zucchero e lasciarla raffreddare, questo riproduce per il colibrì il sapore del nettare. Ricordati però che l’acqua deve essere sempre cambiata giorno per giorno in modo che il colibrì non possa prendersi qualche infezione o qualche malattia.

È possibile addestrare un colibrì?

Partendo dal presupposto che il colibrì ama troppo la libertà, tenerlo in gabbia e cercare di allevarlo è una cosa impossibile, sarebbe una vera e propria tortura, ma ci sono rarissimi casi in cui il colibrì è stato allevato e cresciuto in cattività, questo genere di uccello se si abitua all’essere umano può essere abbastanza amichevole.

Cosa mangia il colibrì?

Il nutrimento principale di questo uccello è il nettare che estrae dai fiori, in quanto questo gli permette assimilare calorie che gli servono per poter volare come solo lui sa fare. Questo suo cibarsi di nettare oltre a servirgli come nutriente, stimola l’impollinazione dei fiori, infatti grazie a questo molte specie di fiori possono sopravvivere. Anche se la dieta del colibrì è principalmente fatta di zuccheri questo uccello ha anche bisogno di proteine, per questo si nutre occasionalmente di piccoli insetti come formiche o vermi, che cacciano su foglie o tronchi d’albero ma può anche nutrirsi di api o vespe e cacciarle mentre è in volo. A volte il colibrì si nutre anche della linfa degli alberi, soprattutto se un picchio ha già creato un buco nel tronco dell’albero, lì il colibrì ne approfitterà.

Comportamento del colibrì

Il colibrì è un uccello estremamente intelligente infatti il suo cervello rispetto al corpo è uno dei più grandi comparato con qualsiasi altra specie di uccello. Oltre ad essere molto intelligente ha una memoria formidabile e conosce ogni fiore e quanto tempo impiegano a fiorire, questo per poter così succhiarne il nettare. Anche durante la migrazione il colibrì ricorda dove trovare il cibo e ricorda anche se lungo il tragitto l’uomo gli ha messo delle mangiatoie per nutrirsi, addirittura riconoscono anche gli uomini che riempiono le mangiatoie. Il colibrì non è un animale socievole e non vive in gruppo ma conduce una vita prettamente solitaria se non in coppia e si nutre con gli altri esemplari della sua specie solo se si alimentato da un alimentatore artificiale. È un animale altamente territoriale, soprattutto il maschio, e si spartisce le zone a seconda del cibo, del nettare e dell’acqua, mentre le femmine (anche loro territoriali) scelgono la loro zona in base a dove hanno i nidi. Alla femmina del colibrì fa comodo che il maschio sia aggressivo nel difendere il proprio territorio, perchè così sarà difficile ai predatori avvicinarsi ai nidi. Il maschio per difendere il proprio territorio, soprattutto da altri maschi, effettua veri e propri combattimenti in aria, anche se è raro che si feriscano, i due contendenti ingaggiano una lotta dove incastrano i loro becchi ruotando in aria fino a che non colpiscono il suolo entrambi. Non attacca mai l’uomo e anche se si avvicina non è pericoloso, è solo curioso di vedere se si ha del cibo da dargli. Non ha paura dell’essere umano anche perché sa di essere molto veloce a volare e quindi può scappare via facilmente. Quindi se un colibrì ti si avvicina perchè vede che gli stai dando da mangiare non avere paura, non è aggressivo con gli esseri umani.

Cosa fare se un colibrì abita nel nostro giardino?

Come abbiamo detto il colibrì è un uccello che si abitua ad ogni habitat e che riesce a vivere anche nei centri urbani, quindi se hai una casa con giardino non è difficile che un colibrì si “sistemi” nel tuo giardino, soprattutto se hai tanti fiori e gli fornisci cibo. Quindi se un colibrì ha scelto di vivere nel tuo giardino ci sono alcuni accorgimenti a cui ti devi attenere:

  • Essendo un animale abbastanza pauroso non devi assolutamente cercare di scacciarlo o catturarlo, devi lasciarlo tranquillo.
  • Puoi (come detto prima) mettere un contenitore o un bevitore contenente acqua zuccherata che sopperisce al nettare, stai pur sicuro che il colibrì lo apprezzerà.
  • Non devi temere che si avvicini alle tue piante o ai tuoi fiori anzi, succhiando il nettare e passando di fiore in fiore questo aiuterà l’impollinazione.
  • Se lo trovi appollaiato o che sta succhiando il nettare da un fiore non avvicinarti mai da dietro e non sorprenderlo in quanto potrebbe spaventarsi talmente tanto che potrebbe attaccarti, anche se non è nella sua indole.
  • Se trovi un colibrì ferito portalo a casa e mettilo in un posto tranquillo senza disturbarlo, possibilmente mettilo in un nido caldo e alimentalo con nettare e acqua zuccherata fino a che non starà meglio, dopo di che lascialo libero.
  • In giardino puoi mettere una piccola casetta dove potrà ripararsi, anche se solitamente non è molto portato a rifugiarsi in questo genere di rifugi, ma tentar non nuoce.
  • Se hai dei gatti che circolano liberi per il giardino devi stare molto attento visto che il gatto è un predatore per questo genere di uccello, quindi fai molta attenzione in quanto il colibrì potrebbe essere in pericolo.

Le maggiori cause di mortalità del colibrì?

Purtroppo anche questo uccello può ammalarsi o essere vittima di predatori, una delle malattie più comuni tra questa specie di uccelli, soprattutto nei giovani esemplari è il diabete. Essendo la sua una dieta composta quasi per l’80% di zuccheri, è facile che il colibrì si ammali e muoia di questa malattia. Altre cause possono essere:

  • L’abbandono dei cuccioli da parte del padre è un problema, infatti chi si prende cura in tutto e per tutto dei pulcini è la madre che per fornirgli cibo deve allontanarsi spesso dal nido, rimanendo così non protetto i cuccioli sono vittime di predatori che ne approfittano.
  • Solitamente le battaglie tra colibrì maschi che combattono per difendere il proprio territorio non sono letali ma a volte sfociano in veri e propri combattimenti in cui i colibrì possono rimanere feriti gravemente e addirittura morire.
  • Il primo predatore per questi uccelli è il gatto che ne approfitta soprattutto quando il colibrì è appollaiato sugli alberi per attaccarlo ed ucciderlo. Il gatto non attacca il colibrì per mangiarlo ma viene attratto dal suo volo e dal suo movimento e quindi cerca di cacciarlo.
  • Un altro predatore è il falco che con la sua vista e la sua velocità se individua un colibrì lo caccia senza lasciare nessuna via di fuga al povero uccello.
  • Il serpente è un altro predatore per il colibrì, soprattutto delle sue uova, infatti riuscendo ad arrampicarsi sugli alberi e mimetizzandosi con la vegetazione non è difficile per lui arrivare al nido e cibarsi delle uova di questo volatile.
  • Il colibrì è anche vittima della mantide religiosa che mimetizzandosi perfettamente con la vegetazione ne approfitta di non essere vista dal colibrì, e nel momento in cui l'animale si avvicina lo attacca. Una volta ucciso, la mantide religiosa ci metterà diversi giorni per nutrirsi di questo uccello e per questo motivo è un cibo molto apprezzato da questo insetto.
  • Anche i grandi ragni sono predatori di questo piccolo uccello, infatti se un colibrì resta incagliato in una ragnatela il ragno lo avvicina e gli inietta del veleno per poterlo immobilizzare e poi cibarsene.
  • Un’altra causa di morte di questo uccello è per mano dell’uomo, infatti anche se è una specie che solitamente non viene cacciata, l’uomo con la cementificazione e la distruzione degli habitat nuoce gravemente alla sopravvivenza di questa specie.

È un campione di volo?

Sì, il colibrì è proprio un campione di volo, innanzitutto perché tra tutti gli uccelli sono gli unici a poter volare all’indietro ma anche perché per poter rimanere sospeso in aria deve effettuare tra i 20 e i 25 battiti d’ali al secondo. Può arrivare a volare a circa 100 km/h ed è anche molto resistente, il suo cuore ha una frequenza di 1200 battiti al minuto e questo gli permette soprattutto durante il periodo migratorio di volare per grandissime distanze.

Significato del colibrì tra storie e leggende

Il colibrì è uno degli uccelli più apprezzati e più amati fin dall’antichità, infatti nei secoli passati venivano forgiati talismani a forma di colibrì per simboleggiare la forza. Durante le guerre il colibrì invece veniva visto dalle persone come un protettore in quanto il becco era considerato come uno strumento molto forte e veniva associato alle armi. Invece nella cultura Ohlone il dio della guerra Huitzilopochtli tenendo in mano un colibrì portò sulla terra il dono del fuoco per gli esseri umani, da quel momento questo uccello venne considerato come un protettore per la gente. Il colibrì è stato raffigurato anche in molti film per bambini come Cenerentola e Pocahontas dando un significato diverso a questo animale, cioè quello di essere attratto da ragazze belle, forti e coraggiose. Per secoli il colibrì è stato molto importante soprattutto nelle popolazione del Sud America, i Maya e gli Atzechi lo consideravano come una divinità e per questo motivo l’hanno spesso raffigurato in dipinti e sculture. È sempre stato amato sia per i colori che per le acrobazie in volo e simboleggia l’amore per la vita e la gioia di vivere. Il totem o il talismano del colibrì rappresenta proprio questo, il non abbattersi mai davanti alle difficoltà, la capacità di superare i periodi più bui e aiuta a fare attenzione ai pericoli e a superarli. Grazie a questo talismano, si dice che le persone possano trovare vigore, energia vitale e forza d’animo.