Calopsite

Questa specie fa parte della famiglia dei Cacatua e il suo nome scientifico è Nymphicus Hollandicus, in italiano il vero nome di questo animale è calopsita e viene spesso chiamata erroneamente calopsite. Questo uccello è molto socievole e allegro, ha un carattere dolce e affettuoso e proprio per questo è facile trovarlo nelle nostre case. È l’unico della specie che può stare nella stessa gabbia con una cocorita, anche dello stesso sesso, e questo lo dico con cognizione di causa visto che a casa ho una calopsita maschio ed una cocorita maschio nella stessa gabbia. È un animale esotico che per le sue caratteristiche instaura un bellissimo rapporto con il proprio padrone. La calopsita è un uccello originario dell’Australia ma è possibile trovarlo anche in Italia, infatti una colonia sfuggita alla cattività vive in provincia di Catania ed alcuni esemplari sono stati localizzati anche in Sardegna a Cagliari. Di seguito troverai la guida definitiva su questo spettacolare animale oltre a moltissime immagini e video.

Indice dei contenuti

  1. Habitat della calopsite
  2. Caratteristiche della calopsite
  3. Come allevare la calopsite?
  4. Come riconoscere maschio e femmina?
  5. Come addestrare la calopsite?
  6. Misure della gabbia e come deve essere
  7. Dove va posizionata la gabbia?
  8. Cosa mangia la calopsite?
  9. Cure e accorgimenti
  10. Quali malattie può avere la calopsite?
  11. Curiosità e cose che dovresti sapere

Habitat della calopsite

Se ti stai chiedendo dove vive questo splendido uccello, il suo habitat naturale lo si trova nelle zone aride o semiaride e sempre vicino a specchi d’acqua. Infatti non è strano poter osservare un gruppo di centinaia di Calopsiti vicino ad uno specchio d’acqua (nel paese di origine). È un uccello nomade in quanto si sposta spesso in cerca di zone con ampia disponibilità di cibo.

Caratteristiche della calopsite

La calopsite misura tra i 25 e i 33 centimetri di lunghezza il suo colore primario è il grigio, la testa è gialla e sulla guancia ha due macchie tonde di colore arancione con un bordo esterno solitamente di colore giallo. È molto facile riconoscere il maschio dalla femmina in questa specie, in quanto la femmina sotto l’ala ha una serie di striature gialle mentre il maschio non ne ha. Come dicevamo il colore predominante del piumaggio di questo uccello è il colore grigio ma è facile trovare anche esemplari di colore giallo con macchie di bianco, soprattutto gli esemplari nati in cattività. In natura il piumaggio nel 99% dei casi è di colore grigio e ciò serve all’animale per mimetizzarsi tra gli alberi. Il suo corpo è affusolato con forma allungata e ha una coda molto lunga. Sulla testa ha una cresta eretta di colore giallo-bianco con la quale è facile capire il suo stato d’animo e le emozioni, infatti quando è tranquillo la cresta è rivolta all’indietro, quando è nervoso, spaventato o semplicemente curioso la cresta si alza, mentre se si sente minacciato appiattisce la cresta ed emette un sibilo. La femmina di questa specie si differenzia dal maschio non solo per le punte gialle sotto l’ala ma anche perché sia sul muso che nella cresta ha delle macchie di colore grigio e alcune piume di colore giallo anche nel sottocoda. Le sue zampe sono formate da due dita rivolte in avanti e due dita rivolte all’indietro, questo per facilitargli l’equilibrio e per potersi arrampicare in tutta sicurezza e agevolmente. Anche in questa specie esistono varie tonalità di colore del piumaggio ed in cui la differenza tra maschio e femmina non è così lampante, come ad esempio:

  • Il Lutino: Il piumaggio di questo genere è bianco con guance arancioni e una maschera dagli occhi alla cresta di colore giallo. Gli occhi sono rossi e se dopo la muta ha delle barrature gialle sotto l’ala vuol dire che è un esemplare femmina.
  • Il Perlato: Il piumaggio è ricoperto di piume perlate di colore giallo o bianco negli esemplari femmina mentre nei maschi muta dopo muta perdono questo caratteristico colore.
  • Il Cinnamon o Cannella: Il colore del piumaggio dipende da una mutazione genetica legata ai cromosomi, infatti la melanina prodotta nelle penne è di colore scuro, bruno, quindi il colore è più tenue e di color cannella anziché grigio.
  • Il Pezzato: Il piumaggio, solitamente grigio, è pezzato di piume di colore bianco, grigio e giallo. In questa specie non c’è nessuna differenza di piumaggio tra maschio e femmina.
  • Il Faccia Bianca: Non ha le classiche macchie color arancione e la faccia è completamente bianca anziché gialla.
  • L’Albino: In questo genere il piumaggio del corpo, delle guance e della cresta è completamente bianco, ed è una mutazione che può essere data dall’accoppiamento di un faccia bianca e di un lutino.

Come qualsiasi altro animale anche la calopsite vive di più e meglio se curata adeguatamente, infatti questo uccello può vivere tra i 15 e 20 anni, ma se curato, cibato e allevato con grande amore e cura può benissimo raggiungere anche i 25-30 anni.

Come allevare la calopsite?

Questo uccello è l’unico della sua specie che raggiunge la maturità sessuale intorno all’anno di vita, solitamente tra i 10 e i 12 mesi. Solitamente se hai una coppia di calopsite si accoppiano da soli, ma a volte può succedere che non si sentano attratti l’uno dall’altro, quindi per poterli stimolare basta aggiungere un nido nella gabbia, se invece decidi di averne più di due devi mettere nella gabbia tanti nidi quante sono le femmine. Una volta avvenuto l’accoppiamento inizia la riproduzione, che avviene dopo circa 10 giorni, la femmina si sistemerà nel nido deponendo dalle 3 alle 7 uova in giorni alterni mentre il maschio starà appollaiato vicino al nido per proteggere le uova e i piccoli una volta nati. Sia il maschio che la femmina si occupano della cova delle uova per circa 20-22 giorni, e dopo tale periodo si schiuderanno e verranno alla luce i pulcini. Quando nascono la peluria è di colore giallo e man mano che crescono inizieranno a spuntare piume e penne, dopo circa 30 giorni inizieranno a lasciare il nido ma stando sempre vicino ai genitori. Dopo di che potrai metterli in un’altra gabbia, se vorrai, perché saranno indipendenti. In natura invece questo uccello si riproduce dopo la stagione delle piogge e il nido lo crea all’interno delle cavità degli alberi di eucalipto.

Come riconoscere il maschio dalla femmina e quando inizia a parlare?

Come abbiamo detto nelle caratteristiche della calopsite, in questo uccello esotico la differenza tra maschio e femmina non si può notare fisicamente prima dell’anno di età, infatti le giovani calopsite sono tutte di colore grigio, sia il maschio che la femmina. Raggiunto l’anno di età nel maschio il colore diventerà più brillante e più intenso, soprattutto le macchie arancioni delle guance inizieranno a colorarsi di giallo con le gote rosse-arancione, inoltre la cresta sarà più lunga e riccia. La femmina a sua volta svilupperà al meglio le piume grigio perla che le rimarranno per sempre mentre il maschio crescendo perde questa caratteristica. Un’altra differenza tra maschio e femmina è quella della predisposizione al canto, infatti il maschio è più portato a cantare ed il suo canto è molto particolare e simpatico. È in grado di riprodurre suoni e motivetti che il padrone gli canta o gli fa sentire. La femmina invece fischia ed emette suoni ma non è portata per il canto. Diciamo che possono iniziare a cantare dopo 2-3 mesi dalla nascita, ma questo dipende dalla loro predisposizione e se il padrone si abitua fin da subito a cantargli dei motivetti. Se instauri un buon feeling con la tua calopsite anche quando lo saluterai la mattina, ti risponderà con un fischio. Nelle foto qui sotto si possono vedere le principali differenze tra i due sessi.

Come addestrare la calopsite?

Questo uccello esotico è stato classificato tra i migliori da allevare in casa e come animale domestico. Si adatta alla perfezione al contatto con l’uomo e non è assolutamente un problema se in casa ci sono bambini piccoli o altri animali come cane e gatto, essendo un uccello che si abitua tranquillamente ad altri animali. È un volatile molto socievole, simpatico e affettuoso oltre ad essere molto intelligente, tenerlo in casa per te sarà un piacere. Si diverte a fischiettare, a guardarsi allo specchio, a cantare e ama farsi portare a spasso per casa appollaiato sulla spalla del padrone. Come abbiamo detto l’ideale è allevarlo in appartamento in quanto si adatta perfettamente e creare un ottimo rapporto con lui è estremamente facile, infatti basta stare spesso nella stessa stanza, accarezzarlo e dirgli qualche parola per potergli diventare subito amico. Quando resta solo canticchia e fischietta per attirare la tua attenzione e avere compagnia, specialmente se è in gabbia da solo. Per insegnare alla calopsite a cantare e riprodurre motivetti avrai bisogno di un po’ di allenamento, quindi prenditi 5-10 minuti di tempo al giorno da passare con lui e inizia ad insegnargli qualche suono, come ad esempio il suo nome, oppure un semplice motivetto, ricordati che inizialmente dovrai ripetere sempre lo stesso suono finché non lo impara. Va tenuto in gabbia fino a che non si è abituato al suono dei tuoi ordini, successivamente potrai iniziare a lasciarlo libero per il salotto. Devi assicurarti, prima di lasciarlo libero, che abbia iniziato a stare sul tuo dito o sulla tua mano e che abbia imparato l’ordine “torna indietro”. Questi uccelli se acquistati in negozio hanno un prezzo di circa 40-50 euro, ma puoi anche acquistarli online, stai comunque sempre attento che sia sano e che tutti i documenti (comprando online) siano in regola.

Misure della gabbia e come deve essere?

Partendo dal presupposto che questo uccello ama spostarsi e volare dobbiamo assicurarci che la gabbia sia spaziosa, che non lo faccia sentire costretto e che la coda non tocchi costantemente le sbarre della gabbia. Devi anche tenere conto di quanto tempo passerà in gabbia, se passerà più tempo fuori dalla gabbia allora la misura potrà essere di almeno 40-50 centimetri di profondità e larghezza, se invece passerà più tempo in gabbia le misure ideali sono 60x50x60 centimetri(lunghezza, profondità e altezza). Se invece vuoi avere una coppia di animali la gabbia dovrà essere almeno 100x60x100 centimetri. Le sbarre dovranno essere distanziate tra loro da 1 centimetro ad un massimo di 1,5 centimetri, in modo che la calopsite non infili la testa tra le sbarre e rimanga incastrata. La forma migliore in assoluto della gabbia è quella rettangolare, deve essere corredata di tutti gli oggetti utili come trespoli, distributore acqua e vaschette per il cibo. Ricorda che è sempre meglio che le vaschette per il cibo siano rivolte all’interno della gabbia in modo che sia più facile per l’uccello mangiare, mentre il distributore dell’acqua deve essere di plastica dura a forma di tubo per contenere più acqua possibile. Per quanto riguarda i trespoli sostituisci quelli in plastica che sono in dotazione con la gabbia, in quando essendo di plastica dura e scanalati rovinano la parte inferiori delle zampe della calopsite, sarebbe meglio rimpiazzarli con trespoli di legno, in modo tale che la calopsite possa rinforzare le zampe senza rovinarle e farsi il becco sul legno. Nella gabbia vanno anche inseriti dei giochini, in modo che la calopsite non si annoi, dei giochi validi per questo tipo di uccello sono: altalena, scaletta, palla in rafta, giochi da poter mordicchiare (specifici per pappagallo), giochi per arrampicarsi, specchietto. Ricordati di non riempire la gabbia di oggetti e di sostituirli spesso in modo che l’animale non si annoi.

Dove va posizionata la gabbia?

Una volta acquistata la gabbia giusta bisogna sapere dove posizionarla, la cosa migliore è metterla in una stanza dove l’interazione dei membri della famiglia sia maggiore, quindi consigliamo il salotto. La gabbia dovrà essere posizionata in un luogo dove l’animale possa vedere arrivare il padrone o gli altri membri della famiglia senza spaventarsi. L’altezza in cui va sistemata è quella all’altezza occhi del padrone, in quanto se posta troppo in basso la calopsite potrebbe essere intimidita, se posta troppo in alto si sentirà superiore. Va posizionata in una zona il cui il sole batte per molte ore ma non deve essere esposta ai raggi diretti, devi anche assicurarti che non si creino correnti d’aria in quanto il pennuto potrebbe ammalarsi.

Cosa mangia la calopsite?

La dieta della calopsite deve essere composta da cibo secco (mangime o miscela di semi) e cibo fresco nella misura 80% di verdura e 20% di frutta con basso contenuto di zucchero. Solitamente non ha problemi a mangiare frutta e verdura ma deve assolutamente essere lavata bene e tagliata in pezzi, é importante che questi alimenti siano freschi altrimenti il rischio è che i parassiti attacchino il tuo simpatico amico. Ricordati che oltre a dargli il mangime specifico devi anche integrare tutti i giorni la dieta con frutta e verdura fresca e ben lavata. Gli alimenti che sono fortemente nocivi per questo genere di uccello sono avocado, alloro, lupino, prezzemolo, mango, cibi zuccherati, caramelle, cioccolato e bevande alcoliche e analcoliche. Devi anche sapere che alcuni rami di albero da frutto sono dannosi e velenosi per questo uccello come ad esempio i rami di albicocco, di ciliegio, di pesco e susino. Durante il periodo della riproduzione la dieta di questo uccello deve essere ricca di proteine (per il maggior sviluppo delle uova e dei nascituri) quindi potrai dargli legumi bolliti, semi germinati e un pochino di uovo sodo. Ricordati che l’alimentazione è fondamentale per il tuo amico, prima di tutto per dargli il giusto supporto nutrizionale e secondo, ma non meno importante, per la longevità dell’animale. Infatti se viene curato bene potrà vivere con te moltissimi anni.

Cure e accorgimenti per far vivere al meglio la calopsite

Devi sapere che soprattutto al maschio piace cantare mentre si riflette in uno specchio invece la femmina, anche se in coppia, cerca sempre un angolo tranquillo dove poter stare. Se la calopsite vola libera per casa bisogna innanzitutto tenere le finestre chiuse perché potrebbe scappare, se invece hai le zanzariere puoi tenerle aperte ma le zanzariere devono essere tirate per bloccare la via di fuga. La calopsite libera per casa tende a nascondersi dietro ai mobili, in fondo agli armadi e nei cassetti, quindi ti raccomandiamo di chiudere ante e cassetti, onde evitare che rimanga intrappolata. Ricordati che ama saltellare e muoversi, quindi è facile che cammini sul pavimento di casa, quindi stai attento se possiedi cani o gatti che non entrino in contatto con l’uccello, la calopsite non ha problemi a socializzare con altri animali, ma forse potrebbero fargli del male vista la sua dimensione. Se acquisti questo genere di uccello è perché vuoi instaurare un rapporto con lui come animale da compagnia, quindi ti consigliamo l’approccio a mano (cibandolo sempre dalla tua mano) per creare un feeling con il tuo amico. Per allevare la calopsite a mano alcuni allevatori sostengono che si debba iniziare quando sono ancora da svezzare, anche se molto rischioso in quanto l’uccellino è ancora debole ed è quindi pericoloso per lui, altri sostengono invece che il padrone può allevarlo a mano anche se adulto, resta il fatto che in entrambi i casi ci vogliono pazienza, amore, delicatezza e tante coccole. Se acquisti un cucciolo che abbia poco più di 25 giorni dovrai maneggiarlo con molta delicatezza e molta cura e per nutrirlo dovrai utilizzare una siringa con un mangiare cremoso preparato con polvere da imbecco ed acqua calda. Se sarai tu il suo padrone definitivo, dovrai essere sempre e solo tu a dargli da mangiare, perché in questo modo la calopsite si affezionerà a te e ti riconoscerà come famiglia.

Quali malattie può avere la calopsite?

Questa specie di uccello non è particolarmente delicato ma potrebbe eventualmente ammalarsi di raffreddore se tenuto in mezzo a correnti d’aria o all’aperto durante i periodi freddi. Può succedere di sentirli starnutire ma non ti preoccupare, infatti è una loro abitudine per pulire le narici dalla polvere, se invece lo starnuto è continuo è bene rivolgersi al proprio veterinario perchè potrebbe essere un raffreddore o nel peggiore dei casi la polmonite. Le femmine invece sono un pochino più delicate, soprattutto dopo aver deposto le uova, in quanto hanno carenza di calcio e di ferro, ma non è un problema che non si possa risolvere, basta integrare con calcio e ferro la dieta e somministrare ossi di seppia.

Curiosità e cose che dovresti sapere sulla calopsite

In questo paragrafo ti spiegheremo qualche semplice “trucco” per conoscere meglio la tua calopsite:

  • Carezze: Forse non lo sai ma questo genere di uccello non ama essere accarezzato sulla schiena, sul corpo o sulle ali. Quindi per fare in modo che ti veda come amico lo puoi accarezzare sotto le ali, la coda o sulle guance.
  • Grattini: Questo pappagallino ama i grattini sulla testa e il collo e questo non può far altro che rafforzare il vostro legame, ama infatti farsi accarezzare contro piuma, cioè nel verso opposto alla piuma.
  • Macina il becco: Quando fanno quel tipico rumore con il becco che sembra che “macini” significa che il tuo amico è contento ma può anche voler dire che è stanco e vuole riposare. Quando è stanco e vuole dormire non è difficile vederlo appollaiarsi su una zampa, infatti quando è in questa posizione vuol dire che si sta rilassando. Un altro segnale che il nostro animale ci da per farci capire che sta bene è quello di aprire le piume vicino al becco.
  • Fischio: Quando ti allontani dalla gabbia fischierà e questo per loro è come chiedere dove stiamo andando, anche in natura usa spesso il fischio per mantenere il contatto con gli altri esemplari del gruppo.
  • Comportamento: il tuo animale domestico pur essendoti amico non ti dimostrerà mai di essere debole, questo perché è nella sua natura non dimostrarlo in quanto questo comportamento potrebbe attirare un predatore.
  • Apparato respiratorio: L’apparato respiratorio di questo uccello è molto delicato infatti i suoi polmoni sono circa il 70% più sensibili di quelli dell’essere umano. Per questo devi evitare che la calopsite stia in cucina mentre stai usando i fornelli, di fumare dove si trova la calopsite e profumi molto forti (sia spray che odori di detergenti), tutto questo potrebbe arrecargli danni respiratori.